È la terza volta consecutiva che questa misura viene prorogata — c'era nel 2024, è stata confermata nel 2025 e ora la Legge di Bilancio 2026 (art. 1, cc. 18-21, L. 199/2025) la rinnova per il periodo 1° gennaio – 30 settembre 2026. Chi gestisce personale nel turismo, nella ristorazione o negli stabilimenti termali deve sapere come funziona, perché non scatta in automatico.
- Bonus del 15% sulle retribuzioni lorde per lavoro notturno e straordinari nei giorni festivi
- Valido dal 1° gennaio al 30 settembre 2026
- Solo per lavoratori con RAL 2025 fino a 40.000 euro
- Non è automatico: il lavoratore deve presentare una dichiarazione scritta al datore
- Il datore recupera il costo in compensazione F24 con codice tributo 1702
Chi ha diritto al bonus
La misura riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato che operano in:
- Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande — bar, ristoranti, pizzerie, locali (art. 5 L. 287/1991)
- Comparto turismo — hotel, campeggi, villaggi turistici, agriturismi, B&B
- Stabilimenti termali
Il requisito economico è preciso: il lavoratore deve aver percepito nel 2025 un reddito di lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro. Si considerano tutti i redditi da lavoro dipendente dell'anno 2025, anche quelli provenienti da datori di lavoro diversi o da settori diversi dal turismo.
Il limite non riguarda solo il lavoro nel turismo — va verificato il reddito complessivo da lavoro dipendente del 2025. Un lavoratore che ha cambiato settore a metà anno, o che ha avuto più datori di lavoro, deve sommare tutti i redditi percepiti. Se il totale supera 40.000 euro, il bonus non spetta.
Su quali ore si calcola il 15%
Il bonus si applica esclusivamente su due tipologie di prestazioni:
| Prestazione | Condizione | Bonus |
|---|---|---|
| Lavoro notturno | Qualsiasi giorno della settimana | 15% sulla retribuzione lorda notturna |
| Lavoro straordinario | Solo se effettuato nei giorni festivi | 15% sulla retribuzione lorda straordinaria festiva |
È importante la distinzione: lo straordinario ordinario nei giorni feriali non rientra nel bonus. Solo lo straordinario svolto nella domenica o nei giorni festivi riconosciuti dal CCNL.
Il 15% si calcola sulla retribuzione lorda di quelle ore — quindi comprende la quota base più le maggiorazioni già previste dal CCNL per il notturno o il festivo. Il risultato non concorre alla formazione del reddito del lavoratore: viene erogato in busta paga senza essere tassato.
Come funziona in pratica: la dichiarazione del dipendente
Questo è il punto più delicato e quello che più spesso viene gestito in modo approssimativo.
Il trattamento integrativo non scatta automaticamente. Il datore di lavoro lo può riconoscere solo su richiesta scritta del lavoratore, accompagnata da una dichiarazione che attesta l'importo del reddito da lavoro dipendente percepito nel 2025.
La dichiarazione è una semplice autodichiarazione sostitutiva (ai sensi dell'art. 47 D.P.R. 445/2000) in cui il dipendente scrive il proprio reddito 2025 e chiede il riconoscimento del bonus.
- Informare i dipendenti dell'esistenza di questa misura — molti non la conoscono
- Raccogliere le dichiarazioni scritte da chi ne fa richiesta
- Verificare che il reddito 2025 dichiarato non superi 40.000 euro
- Conservare la documentazione — in caso di controllo ispettivo, la dichiarazione del lavoratore deve essere disponibile
- Applicare il bonus nella prima busta paga utile dopo la richiesta, comprendendo anche i mesi precedenti non ancora liquidati
Un esempio concreto
Mario lavora come cameriere in un campeggio del litorale veneziano, livello 3° CCNL Turismo. Nel 2025 ha percepito 22.000 euro di reddito da lavoro dipendente. Durante l'estate 2026 lavora ogni domenica (giorno festivo) con 3 ore di straordinario a 15 euro lordi l'ora, e alcune notti con indennità notturna di 80 euro mensili.
Se Mario presenta la dichiarazione al datore entro giugno:
- Sulle 3 ore di straordinario domenicale: 3 × 15 = 45 euro lordi → bonus 15% = 6,75 euro netti in più ogni domenica lavorata
- Sull'indennità notturna mensile: 80 euro × 15% = 12 euro netti in più al mese
Importi modesti ma completamente detassati — e il datore li recupera integralmente in compensazione F24. Il costo netto per l'azienda è zero.
Checklist operativa
- Comunicare ai dipendenti l'esistenza del bonus — molti non ne sono a conoscenza
- Predisporre un modulo di richiesta/dichiarazione da far firmare a chi ne ha diritto
- Verificare per ogni richiedente che il reddito 2025 sia sotto i 40.000 euro
- Archiviare le dichiarazioni ricevute
- Configurare il software paghe per applicare il codice corretto nelle buste paga
- Tenere traccia degli importi erogati per la compensazione F24 con codice 1702
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